KAMIKAZE


with “mk” and “Nuovo Teatro Nuovo / Fondazione Campania dei Festival/Napoli.Teatro Festival Italia”

by MK: Lorenzo Bianchi, Biagio Caravano and Michele Di Stefano
with Caterina Carpio, Daniele Fior, Giovanni Franzoni, Massimiliano Loizzi, Candida Nieri, Valentina Vacca
light design Simone de Angelis
music Lorenzo Bianchi
prod.mk10, Nuovo Teatro Nuovo Naples, Fondazione Campania dei Festival/Napoli Teatro Festival Italia
debut October 29-30 2010 + November 30–December 2 2010 + February 11-13 2011

english

The six actors chosen by Antonio Latella to join his two-year programming on Fundamentalism in Naples meet mk on a minefield: a piece about the suicide martyrs. Does it make sense to build a show on this subject matter? How to manage any aesthetic of violence? While they are longing for an answer they switch slightly on another topic and embrace the chaotic philosophy of a contemporary tourist. Maybe a performance about the rethoric of power, starring the Apocalypse now elicopters.

Italiano

Ha un’autobomba. Inserisce la chiave nel blocchetto e la gira.
La macchina esplode. Esce.
Apre il cofano e controlla.
Chiude il cofano e torna dentro.
Gira la chiave.
La macchina esplode. Esce e sbatte la portiera, disgustato.
Prende a calci la ruota. Si toglie la giacca e scivola sotto il telaio.
Tossisce.
Riscivola fuori e si pulisce la camicia macchiata di grasso.
Si rimette la giacca. Entra. Gira la chiave.
La macchina esplode in un fuoco d’artificio di lamiere, disintegrando finestre per
interi isolati. Esce e bestemmia.
Chiama un carro attrezzi.
Rimorchiano la macchina fino a una stazione della Exxon.
Il meccanico entra e gira la chiave.
La macchina esplode, distruggendo la pompa della benzina.
L’insegna rossoblu della Exxon scoppia come un palloncino.
Il meccanico esce. Ha un’autobomba, dice.
L’altro sgrana gli occhi.
Questo lo so già, risponde.

(Mark Leyner, Mio cugino il mio gastroenterologo)

Mentre cercano una chiave per comprendere come realizzare uno spettacolo che avrebbe senso solo con una grande esplosione di tutte le immagini prodotte dalle estetiche della violenza, gli attori di kamikaze scivolano impercettibilmente in una dimensione diversa, abbracciano la filosofia del turismo contemporaneo e allegramente inscenano il caos della loro condizione di totale spaesamento. forse uno spettacolo sulla retorica del potere e sulla dura legge dell’entertainment – elicotteri di Apocalypse now inclusi.